Datteri Sukari

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I datteri sukari sono un’altra varietà saudita, ma provengono da una regione diversa. Arrivano direttamente dalla regione agricola del regno saudita. La regione di Qassim è anche chiamata la «valle dei frutti». Molto diverse da quelle che conosciamo in Europa, le aziende agricole saudite sono costituite da oasi e palmeti. 

Al loro interno prospera la coltivazione della palma da dattero, mentre negli strati inferiori crescono arbusti e altre piante, come melograni, viti e agrumi. Questo ecosistema attentamente studiato permette di valorizzare, tra gli alberi della regione, una varietà di dattero con caratteristiche proprie. Quella di questa regione dell’Arabia centrale si chiama dattero sukari.

Datteri sukari: una sensazione di miele sulle labbra

Il marketing della comunità francofona ha descritto in modo straordinario il dattero di Qassim così : «La caramella che cresce sugli alberi». Questo soprannome è ben scelto e gli calza a pennello. Tanto che, quando arriva il mese benedetto, il dattero sukari viene preferito al dattero algerino deglet nour che si gusta tutto l’anno.

Il desiderio di provare un sapore diverso di questo frutto essiccato è molto comprensibile. Spesso è proprio  la prima confezione che viene aperta per gustare l’iftar.

Masticandoli, si percepiscono subito piccoli granelli di zucchero naturale. Si sprigionano e si sciolgono piacevolmente in bocca e sulla lingua. 

L’interesse è tale che ormai anche i supermercati francesi iniziano a venderli. I negozi online della comunità, che avevano anticipato questa tendenza, continuano però a offrirli a un prezzo inferiore. Una rete con oltre dieci anni di esperienza non scompare da un giorno all’altro. 

Un alimento di base in Arabia Saudita

Il consumo di datteri non è uguale nei climi caldi desertici e nelle zone temperate. I nostri palati europei li apprezzano invece come un momento di golosità molto generoso e piacevole.

Questo dattero, un po’ più delicato rispetto alle altre varietà del nostro sito, ha una polpa sottile e facilmente perforabile. È quindi consigliabile tenerlo delicatamente tra le dita prima di portarlo alla bocca. Fa parte dell’alimentazione quotidiana e si gusta accompagnato da latte di cammella. 

Un gesto di riguardo per gli ospiti  

Piccolo e carnoso, questo dattero marrone chiaro ha un nome che in arabo significa «il dolce». Se ricevete ospiti a casa, servire datteri sukari è un vero onore e un segno di ospitalità.

In Francia, i musulmani apprezzano in modo particolare i datteri provenienti dall’Arabia. Molto diversi dai datteri del Maghreb per forma e sapore, sono considerati un alimento arrivato da lontano.

Tuttavia, vale anche il contrario nei paesi del Medio Oriente, dove i consumatori apprezzano i datteri stranieri. 

Datteri sukari in una confezione riconoscibile e insolita

Abituati ad acquistare datteri in scatole di cartone, troviamo invece i sukari in una confezione ovale di plastica, simile a quella delle acciughe. I datteri sono quindi disposti in cerchio nella confezione. Questa particolare disposizione è legata alla struttura di questa varietà.

Questo tipo di confezionamento è stato ideato per disporli ordinatamente e conservarli in frigorifero. Il dattero sukari è infatti una bacca fresca: è opportuno tenerlo al freddo per apprezzarne al meglio il sapore. Ricordate di chiudere bene il coperchio per evitare che odori estranei penetrino nella confezione.

Ramadan: il periodo preferito dei datteri di Qassim

A partire dal mese  che precede il Ramadan, i datteri sukari arrivano in Francia. Al di fuori del mese benedetto la domanda è minore, anche se alcune confezioni restano in attesa nelle celle frigorifere e nei congelatori. Durante il Ramadan, il dattero sukari è certamente protagonista. Da oltre dieci anni riempie gli scaffali.

Inoltre, il loro prezzo è diminuito grazie all’aumento dei volumi importati. Anche i contatti e i legami instaurati con le aziende saudite hanno reso questo prodotto più accessibile. Questi frutti essiccati umidi richiedono infatti il rispetto dell’intera catena del freddo. Non possono rimanere per più di una settimana all’aria aperta.

A meno che non decidiate di consumarli entro questo breve periodo. Disponibili in diversi pesi e calibri, sono ormai venduti in confezioni individuali o familiari.